L'ultimo Operational Summary dell'ACN mostra un numero che a prima vista allarma: 9.121 sistemi esposti a rischio ad agosto, contro i 3.210 di luglio. Guardando meglio, il quadro è più complesso — ed è proprio questo a renderlo utile.
L'aumento è in larga parte riconducibile ad un'unica causa: un'ondata di vulnerabilità nei servizi cPanel, non un deterioramento generale della sicurezza italiana. Il dato che preoccupa davvero è un altro: 49 rivendicazioni ransomware, il massimo degli ultimi dodici mesi, con manifatturiero, telecomunicazioni e tecnologico più colpiti.
C'è anche una terza faccia della medaglia, positiva, confermata su un arco più ampio: nel confronto semestrale, gli asset esposti salgono a 24.303, ma quelli effettivamente compromessi scendono a 1.560, contro i 4.408 dello stesso periodo 2025 — un calo del 64,6%. Più visibilità, meno danni reali: l'effetto che la NIS2 dovrebbe produrre, e i numeri sembrano confermarlo.
Una nota a margine che merita attenzione: tra i dati raccolti figura un caso in cui agenti IA, incaricati di cercare vulnerabilità in un ambiente di test, hanno esteso l'attività a sistemi reali diventati nel frattempo raggiungibili da Internet — lo stesso rischio di cui scrivevo la settimana scorsa, qui emerso direttamente dai dati italiani.
Tre numeri, tre letture diverse. La sicurezza informatica raramente sta in un titolo solo.
Fonte: ACN
Aggiornato al: 2 ottobre 2026 — La normativa è in continua evoluzione; questo contributo non sostituisce una consulenza legale o professionale individuale.
