// Blog · Torna alla panoramica

Gli umani dormono, l'IA no: 22.000 server esposti, exploit già online

Due notizie recenti che, insieme, disegnano un quadro chiaro. L'11 agosto 2026 Microsoft ha rilasciato la correzione per una vulnerabilità critica di Microsoft Exchange (CVE-2026-62911), che consente di aggirare l'autenticazione e potenzialmente prendere il controllo delle caselle di posta. È stata scoperta da Orange Tsai (DEVCORE Research Team) in collaborazione con la Zero Day Initiative di Trend Micro. L'autorità olandese NCSC-NL ha avvertito che online circola un exploit funzionante — Microsoft non ha finora confermato uno sfruttamento attivo, ma la finestra di rischio resta aperta. Secondo la Shadowserver Foundation, quasi 22.000 server Exchange risultano ancora privi della correzione, la maggior parte negli USA (circa 6.200) e in Germania (circa 5.100). Il supporto standard per Exchange 2016/2019 è terminato nell'ottobre 2025: per queste versioni serve il programma a pagamento Extended Security Updates, che termina il 31 ottobre 2026; una proroga non è prevista.

Parallelamente, oltre 100 aziende e laboratori IA hanno firmato una lettera aperta sulla «finestra di tempo limitata» prima che gli attacchi assistiti da IA aumentino. Un caso concreto: un gruppo hacker di lingua russa ha usato l'agente IA «Cursor» per attacchi ransomware contro diverse aziende, senza competenze tecniche avanzate.

Aggiornamento/correzione del 13.10.2026: precisata l'origine della vulnerabilità (scoperta da Orange Tsai/DEVCORE con la Zero Day Initiative di Trend Micro, correzione dell'11 agosto 2026; in precedenza: dimostrazione al Pwn2Own di Berlino), aggiunti i dati sui server privi di correzione (USA, Germania) e rimossa l'affermazione sull'Italia, aggiunta la fine del programma ESU il 31 ottobre 2026, precisato il caso Cursor (in precedenza: un'azienda in Germania).

Fonte: Shadowserver Foundation, NCSC-NL, Microsoft

Aggiornato al: 4 settembre 2026 — La normativa è in continua evoluzione; questo contributo non sostituisce una consulenza legale o professionale individuale.

Dr. Martin ZambaldiRichiedi un colloquio
Condividi su LinkedInTutti i contributi